Legge 449 1997 Dispensa dal pagamento del bollo auto



La Legge Finanziaria per il 1998 (L. 449/1997) ha introdotto l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche (bollo auto) per i mezzi adattati alla locomozione e alla deambulazione delle persone con ridotta o impedita capacità motoria (art. 8, comma 7).
Hanno diritto all’esenzione dal pagamento del bollo auto le persone disabili con ridotta o impedita capacità motoria permanente, e a seguito delle modificazioni che sono state introdotte dall’articolo 50 della Legge 21 novembre 2000, n. 342 e dell’articolo 30 comma 7 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, anche i non vedenti,sordomuti, disabili intellettivi e psichici .
Tale agevolazione spetta anche ai familiari cui il disabile sia fiscalmente a carico: quest’ultimo deve, cioè, essere convivente e godere di un reddito imponibile inferiore ai 5.500.000 annui. Si ricorda che le provvidenze assistenziali (ad es.: indennità di accompagnamento o frequenza, assegno mensile di assistenza, pensione di invalidità civile o di lavoro, ecc.) non costituiscono reddito ai fini IRPEF e non vanno, quindi, considerate. Una circolare del Ministero delle Finanze (la 186E/1998) ha precisato che, ai fini di questa agevolazione, “possono considerarsi portatori di handicap ai sensi dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, non solo coloro che hanno ottenuto il relativo riconoscimento dalla Commissione prevista dal successivo art. 4 della stessa legge, ma anche coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dell’invalidità, per differenti cause, da Commissioni mediche pubbliche diverse da quelle previste dall’articolo 4 della legge n. 104 del 1992 (invalidità civile, per lavoro, di guerra, ecc.)”. Possono accedere ai benefici solo alcune tipologie di veicoli che sono espressamente previsti dalla Legge Finanziaria 1998: motocarrozzette, motoveicoli per il trasporto promiscuo, motoveicoli per trasporti specifici, autovetture, autoveicoli per trasporto promiscuo, autoveicoli per trasporti specifici.
Sono, inoltre, esenti dalle tasse automobilistiche i velocipedi con motore ausiliario, i motocicli leggeri e le motocarrozzette leggere destinati a sostituire o integrare le possibilità di deambulazione dei mutilati ed invalidi per qualsiasi causa (a norma dell’articolo 17, lettera h del D.P.R. 5 febbraio 1953, n. 39).
Sono esclusi altri mezzi quali, ad esempio, i caravan e i camper.
I disabili o i loro familiari, per ottenere l’esenzione dal pagamento del bollo, devono comunicare il numero di targa del veicolo e i dati anagrafici dell’interessato alle Sezioni Staccate delle Direzioni Regionali delle Entrate; generalmente sono presenti in ogni provincia (vedere nell’elenco telefonico alla voce “Uffici Finanziari”); in alternativa è possibile presentare la medesima richiesta e la documentazione agli Uffici delle Entrate, laddove questi sono già stati istituiti. Molti degli uffici preposti hanno predisposto un apposito modulo di richiesta.

La documentazione da allegare è la seguente:
copia della carta di circolazione dalla quale risultano gli adattamenti necessari al trasporto o (per i titolari di patente) i dispositivi di guida applicati al veicolo;
copia della patente speciale; ovviamente detto documento non è richiesto per i veicoli adattati nella struttura della carrozzeria da utilizzare per l’accompagnamento e la locomozione dei disabili;
atto, anche in copia, attestante che il disabile è fiscalmente a carico dell’intestatario del veicolo, ove necessario; il disabile che non è fiscalmente a carico di nessuno non deve presentare alcun documento e ha diritto comunque all’esenzione e alle altre agevolazioni (es.: IVA agevolata);
copia del certificato di invalidità ove sia indicato o si possa evincere che l’invalidità comporta “ridotte o impedite capacità motorie permanenti” (si veda il paragrafo successivo).
Quali documenti sono necessari per dimostrare la propria invalidità motoria?
Come abbiamo visto, possono essere accettate anche documentazioni diverse dal certificato di handicap (art. 3, L. 104/1992) ad alcune condizioni:
sono ammissibili tutte le certificazioni rilasciate da organi abilitati all’accertamento dell’invalidità (civile, stato di handicap, sul lavoro, per servizio, di guerra, ecc.), a patto che sia precisato che si tratta di menomazione che comporta una ridotta o impedita capacità motoria;
sono ammissibili tutte le certificazioni che, pur non indicando esplicitamente la riduzione della capacità motoria, permettono di desumere una incapacità o una difficoltà di deambulazione; ad esempio, se la certificazione indica che il soggetto è tetraplegico o affetto da una miodistrofia grave, la documento è sufficiente; è ammissibile la copia dell’istanza di accertamento dell’handicap già presentata alla propria Azienda ULS, nei casi in cui gli interessati siano ancora in attesa di visita o di risposta. Nel caso non fosse possibile esibire copia della certificazione di invalidità (ad es. in caso di smarrimento), potrà essere resa una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – non autenticata – in cui l’interessato dichiarerà di essere stato già sottoposto a visita che ha accertato la sua invalidità per ridotte o impedite capacità motorie.
Ribadiamo che comunque vi deve essere già stata una certificazione da parte di Commissione abilitata all’accertamento dell’invalidità.Per tutti i casi che esulano da quelli sin qui elencati, è necessario produrre una certificazione aggiuntiva attestante le ridotte o impedite capacità motorie permanenti che verrà rilasciata dalle Commissioni di cui all’art. 4 della Legge 104/1992 cioè quelle che certificano anche lo stato di handicap.
Tale certificazione sarà necessaria ad esempio quando:
dalla certificazione di invalidità o di handicap non si comprende né è possibile desumere la ridotta o impedita capacità motoria permanente;
nella certificazione non è precisata alcuna patologia o non è chiaro il fatto che comporti una ridotta o impedita capacità motoria permanente;
la certificazione di handicap non indica la ridotta o impedita capacità motoria permanente e non si dispone di nessun’altra certificazione di invalidità che possa dimostrarla.

A chi deve essere intestato il veicolo?
Se il mezzo è acquistato dal familiare cui il disabile è fiscalmente a carico (e solo in questo caso), il veicolo deve essere intestato al familiare stesso.
Se il disabile non è fiscalmente a carico di nessuno, il mezzo deve essere intestato al disabile stesso.

Entro quando va presentata la documentazione?
La richiesta di esenzione va presentata entro 90 giorni dalla scadenza del pagamento del bollo, ma anche dopo tale scadenza si può far valere il diritto all’esenzione qualora sussistano i requisiti.Nel caso in cui questo diritto non venga riconosciuto perché non sussistono i requisiti previsti (es.: il mezzo non è adattato, la disabilità non è motoria permanente), gli uffici finanziari comunicheranno il diniego agli interessati, che entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione dovranno pagare il bollo auto e i relativi interessi, senza che tuttavia vengano applicate sanzioni.

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