“La mia Valle dei Templi aperta a tutti. Anche a me”


Roberto Sciarratta è il direttore del parco agrigentino. Disabile, ha predisposto per i visitatori con handicap sedie a rotelle, pannelli in braille e monitor per non udenti

AGRIGENTO.
Accanto alla pedana che si inerpica verso il tempio di Giunone, il più difficile da raggiungere, c’è un enorme ulivo, la pianta sacra dedicata alla dea Atena. Roberto Sciarratta si ferma un istante a ripararsi dal sole, prende fiato e sorride: “Una volta qui un disabile come me non ci sarebbe potuto proprio arrivare” dice. E “una volta” era solo un anno fa: perché Sciarratta è il direttore della Valle dei Templi di Agrigento, e da quando il parco archeologico che guida ha dovuto chiudere le porte ai visitatori per la pandemia ha deciso di fare di necessità virtù, rendendo l’enorme distesa di sabbia e gioielli archeologici che amministra – 1.300 ettari, 11 templi greci, un teatro ellenistico appena riportato alla luce e svariate altre attrattive fra necropoli, agorà e giochi d’acqua – completamente accessibile a tutti.

“La Valle per tutti”, recita lo slogan dell’iniziativa, ma questa non è una trovata di marketing: per il direttore del parco l’accessibilità è una battaglia anche personale. Sciarratta, infatti, era un amante delle immersioni, ma qualche anno fa un incidente domestico l’ha costretto a muoversi col bastone o con la sedia a rotelle. “Per me -sbuffa – andare nei musei è spesso un’esperienza frustrante. A volte basta poco per sentirsi discriminati: tre gradini, la pedana elevatrice che non funziona o che dev’essere attivata, la necessità di chiedere aiuto”. Così, un anno fa, ha preso una manciata di euro dai fondi del Parco – circa 100 mila su un bilancio da oltre 6 milioni all’anno – e li ha investiti per costruire pedane di legno sui percorsi più impervi, per automatizzare gli elevatori e soprattutto per acquistare alcune sedie a rotelle elettriche, leggerissime e controllabili con un joystick, da mettere gratuitamente a disposizione dei visitatori. “Hanno un’autonomia di venti chilometri” spiega il direttore “e hanno ruote larghe, concepite per spostarsi anche in condizioni non agevoli. Alcune dei principali monumenti, come il tempio di Giunone appunto, erano inaccessibili a chi aveva difficoltà motorie”.
Vai con il joystick
Le condizioni, in effetti, sono complicate: la Valle si appoggia su diverse colline, e le attrazioni principali sono appunto in cima. Dal tempio di Giunone si apre la via Sacra, il largo viale che porta al tempio della Concordia diventato il simbolo di Agrigento: i cartelli bianchi e rossi indicano il percorso agevolato per disabili e sotto il sole già cocente Sciarratta dirige la sedia a rotelle sulla salita per un’ultima prova sul campo prima della ripartenza. “Qui c’è una buca” si arrabbia indicando ai suoi collaboratori un microscopico avvallamento creato probabilmente dalla pioggia poco dopo il tempio di Giunone.
“Bisognerà sistemarla immediatamente”. Il resto è letteralmente una passeggiata: le larghe ruote della carrozzina elettrica aggrediscono la salita verso il Giardino dei giusti, poi superano le statue romane trovate altrove ed esposte qui, fino a quando in cima alla collina spunta la meraviglia che domina la valle, il tempio dorico che con i suoi 2.500 anni di storia contende al Partenone il titolo di edificio greco meglio conservato al mondo.
Fa caldo, ma a parte questo non sembrano esserci ostacoli: Sciarratta muove il suo joystick, sale verso la Concordia e intanto parla di musica e concerti. “Il più bello della mia vita? Quello di Miles Davis”, racconta annunciando il Festival jazz che organizzerà qui in estate. Poi, però, scendendo verso la Villa Aurea e seguendo le pedane che permettono di superare i tratti più complessi, torna sul tema che gli sta più a cuore: “Un disabile non deve far altro che prenotare il biglietto, anche online. All’ingresso troverà la sedia a rotelle a sua disposizione e i percorsi guidati”. Tra Giunone e Porta V
Non ci sono però solo iniziative per i disabili motori. Nei due ingressi principali, tempio di Giunone e Porta V, i monitor forniscono una guida iniziale per non udenti e ipoudenti, mentre lungo il percorso si trovano pannelli dotati di un Qr Code: inquadrandoli con lo smartphone si attiva un video in lingua dei segni. Per i non vedenti e i non udenti, invece, sia all’ingresso del tempio di Giunone che davanti alle principali attrazioni della Valle ci sono pannelli con le indicazioni storiche in braille e le istruzioni per proseguire la visita, ma all’interno del Parco si trovano anche mappe tattili e ricostruzioni tridimensionali dei templi come quelle esposte alla Villa Aurea. Ci sono anche DISAB ad esempio le esplorazioni multisensoriali per gli ipovedenti messe a disposizione da CoopCulture, ma chi vuole può gestire tutta la visita in autonomia: “Essere costretti a dipendere da qualcun altro ” conclude il direttore “ti pone in una posizione di subordinazione. La logica che invece abbiamo voluto adottare è la completa indipendenza di ciascun visitatore, a prescindere dalle sue condizioni. Alla fine basta poco”. Pochi soldi, poco tempo, poco impegno: soltanto la volontà di rendere la bellezza accessibile a tutti. E di fare tesoro della pausa forzata dovuta al lockdown.

di Claudio Reale

Tratto da il Venerdi del 16/06/2021

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